Graffiti contro la guerra

Sarebbero una ventina le persone accusate di vandalismo (art. 214.2 c.p.) tra Belgorod, Vladimir, Mosca, Ekaterinburg, Tula e Blagoveščensk, per aver protestato contro la guerra usando i graffiti («No alla guerra», «Putin è un assassino», «GruZ 200»), e potrebbero dover scontare fino a tre anni di prigione. Altrove manifesti e striscioni a sostegno dell’«operazione speciale» sono stati imbrattati con vernice blu e gialla, mentre a San Pietroburgo un monumento ai veterani è stato cosparso di vernice rossa e gli obici dipinti con i colori della bandiera ucraina.
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