Una trentina i fermi durante il Primo maggio

Oltre una trentina gli attivisti e manifestanti fermati durante la festa del Primo maggio.
A Mosca, la polizia ha fermato sette persone sulla piazza Rossa e in piazza Puškin per picchetti contro la guerra, la maggior parte accusati di diffamazione delle forze armate.
A Novosibirsk durante la manifestazione socialista le forze dell’ordine hanno fermato sei persone, altrettante a Čeljabinsk. Fermi anche a Jaroslavl’, Astrachan, Kaliningrad e Krasnojarsk. A Iževsk è stata fermata l’attivista Anna Ostanina mentre faceva un picchetto solitario con la scritta “Pace? Lavoro, maggio”.

A San Pietroburgo, l’artista attivista Anna Anisimova è stata multata di 35.000 rubli per diffamazione dell’esercito per un’installazione durante la quale in cui si è ammanettata alla balaustra del marciapiede mentre osservava un televisore su cui compariva l’immagine del giornalista Vladimir Solovev.

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А Ekaterinburg è stato fermato e successivamente rilasciato Vladimir Korol’. Durante il suo picchetto ha esposto un manifesto con la frase pronunciata da Putin al vertice del G20 in Argentina, nel dicembre 2018: “È più facile coprire i fallimenti in politica economica e sociale con la guerra”.
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Sempre a Ekaterinburg una ragazza è stata fermata per aver esposto un cartello su cui era riportato l’articolo 31 della Costituzione che recita: “I cittadini della Federazione russa hanno il diritto di riunirsi pacificamente, senz’armi, di tenere riunioni, comizi e dimostrazioni, cortei e picchetti”. “Il messaggio era indirizzato alla polizia”, ha spiegato la giovane.

(OVD_Info)