La legislazione punitiva in sintesi

Articolo 20.3.3 del Codice degli illeciti amministrativi (KOAP)
Entrato in vigore il 4 marzo 2022, regola la responsabilità civile per «azioni pubbliche volte a screditare le forze armate federali impiegate per proteggere gli interessi della Federazione russa e dei suoi cittadini, e per mantenere la pace e la sicurezza internazionale». La sua violazione (basta un semplice cartello con la scritta «No alla guerra») prevede sanzioni amministrative variabili da 30mila a 50mila rubli per i singoli individui, da 100mila a 200mila per i pubblici funzionari, e fino a mezzo milione di rubli per le persone giuridiche. Qualora tali attività siano accompagnate da inviti a partecipare a manifestazioni non autorizzate, l’ammenda sale a 1 milione di rubli.
Se l’«illecito» è ripetuto nel corso di un anno, da civile passa a penale (art. 280.3 c.p.).

Articolo 20.3.4 del KOAP
Punisce chi esprime assenso riguardo alle sanzioni o ad altri provvedimenti restrittivi attuati da paesi stranieri contro la Federazione e i suoi funzionari; la pena prevede una multa fino a 500mila rubli; anche in questo caso, se il reato è ripetuto subentra l’art. 284.2 c.p. che prevede multe ancor più severe oppure il lavoro coatto o la detenzione fino a 3 anni.

Articolo 280.3 del Codice penale
Emendato anch’esso agli inizi di marzo, prevede pene sia pecuniarie sia detentive (compreso il lavoro coatto) fino a 3 anni (5 per i pubblici ufficiali).

• Articolo 207.3 del Codice penale
Punisce la diffusione di informazioni sulle operazioni militari che “sotto la parvenza di affidabilità” sarebbero “consapevolmente false”. In questo caso si applica un’ammenda che varia da settecentomila a un milione e mezzo di rubli, oppure una pena detentiva o in alternativa il lavoro coatto, entrambi fino a tre anni. Se lo stesso atto è commesso da un funzionario pubblico, da un gruppo organizzato, se si diffondono fake sulla base di odio «politico, ideologico, razziale, etnico o religioso», l’ammenda sale fino a 5 milioni, e il lavoro coatto è previsto fino a 5 anni mentre la detenzione a 10. Il capo terzo rincara la dose e specifica che nel caso in cui gli atti compiuti implichino «gravi conseguenze» (non meglio specificate), la pena detentiva sale a 10-15 anni.